lunedì , 26 giugno 2017
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Storia della Birra

birra

la Birra in Mesopotamia

La leggenda vuole che sia avvenuta grazie ad una donna, ed in particolare ad un suo errore, la scoperta della birra: risale infatti al 4500 a.C. la storia secondo cui una signora in Mesopotamia lasciò del pane all’aperto che a seguito di un temporale fermentò spontaneamente; la mollica di quest’ultimo si trasformò in una sostanza inebriante, come si evince dal ritrovamento di un bassorilievo Sumero.
A quel tempo la birra si chiamava cervogia e mantenne questo nome finché nel processo di produzione venne aggiunto il luppolo.

Babilonia e Egitto

birra in egitto

Caduto l’impero Sumero, questa bevanda si diffuse notevolmente tra i babilonesi che ne svilupparono diverse tipologie prodotte con cereali differenti, come ad esempio il frumento.
Furono gli stessi babilonesi ad esportarla in Egitto dove continuò la tradizione.

Sono state ritrovate testimonianze che ci permettono di dire che alla base dell’alimentazione egiziana ci fossero il pane e la birra, che ovviamente a quel tempo (stiamo parlando del 2000 a.C.) si produceva in modo molto differente.
Si ricavava, infatti, il lievito da un vino di datteri e veniva miscelato alla farina di malto e messa a fermentare nei vasi di argilla.
La sostanza che ne usciva era molto alcolica.

Greci e Romani

La produzione della birra si diffuse ben presto anche tra i Greci e i Romani e proprio questi ultimi consideravano grazia divina lo stato alterato dovuto all’alcol. Nell’era repubblicana però la birra venne declassata e considerata una bevanda per soli barbari e ad essa venne preferito il vino.

Medioevo

birra medioevo

Nel Medioevo fu la bevanda più consumata e di facile accessibilità per tutte le classi sociali e veniva preparata esclusivamente in casa.

Nel 1000 d.C. i monaci introdussero il luppolo tra gli ingredienti della birra, prima di esso si sperimentò l’inserimento di un composto di spezie, chiamato gruyt. Questa mistura di spezie però non aveva le stesse proprietà conservative del luppolo e quindi non poteva essere esportata.

Fu tra il XIV e il XV secolo che la birra divenne una produzione artigianale ad opera di pub e monasteri.

Nel 1500, il Duca di Bavaria Guglielmo IV diffuse la Legge Germanica di Purezza della Birra (editto sulla purezza – REINHEITSGEBOT) che riconosceva come unici ingredienti ammessi malto d’orzo, luppolo e acqua pura. Le birre prodotte in quel periodo erano tutte ad alta fermentazione.

Nel XVI secolo, a seguito della conservazione della birra nelle cantine, iniziarono a prendere piede anche le lager, le birre a bassa fermentazione.

Dalla Rivoluzione Industriale ai giorni nostri

La rivoluzione industriale portò grandi miglioramenti alla produzione della birra dando vita ai birrifici a vapore grazie all’invenzione di James Watt. Inoltre altre invenzioni aumentarono i tipi di birra prodotti migliorando notevolmente anche la qualità, tra queste ricordiamo la scoperta del densimetro. Con questo strumento si misurava la gravità specifica dei liquidi e quindi si poteva trovare più facilmente il tipo di malto che forniva più quantitativo fermentabile.
Fu da allora che il malto pale fu il più utilizzato. Altra invenzione importantissima fu quella di Daniel Wheeler difermentabile che, grazie alla sua macchina per tostare il malto, ridusse notevolmente il sapore affumicato nelle birre dovuto ai vecchi metodi di essiccatura.
Infine Louis Pasteur introdusse nel 1857 il lievito tra gli ingredienti della birra, prevenendo così l’inacidimento.

La produzione della birra oggi è un fenomeno in continuo aumento: si è passati dallo sviluppo delle multinazionali al sorgere sempre più massiccio di microbirrifici artigianali, con diffusione di numerose tipologie di birra adatte ad ogni palato.